POSIZIONE: Centro-Est Sardegna, a 10 km da Dorgali, in provincia di Nuoro.
PERIODO: Età nuragica - Dal Bronzo Medio alla prima Età del Ferro (XV-IX sec. a.C. circa).
Se qualcuno aveva ipotizzato che i nuraghi fossero semplici abitazioni, ecco la dimostrazione del loro errore: Serra Orrios (al centro dell’altopiano basaltico del Gollei, a 10 km da Dorgali), uno dei più grandi villaggi nuragici di tutta la Sardegna.
Poteva quindi il nuraghe essere la reggia del Re-Pastore? Anche questa ipotesi, sempre a ben guardare l’agglomerato di Serra Orrios, sembra cadere inesorabilmente. Il nuraghe più vicino al villaggio si trova infatti a circa 500 metri. Quale re, anche spocchioso e altezzoso, sarebbe stato così sprovveduto da isolarsi talmente tanto dal resto della popolazione? Un attacco nemico lo avrebbe senza dubbio trovato alquanto indifeso. È allora possibile che il nuraghe fosse l’abitazione del sacerdote? Il villaggio nuragico di Serra Orrios è costituito da un centinaio di capanne e da due templi a megaron (di forma rettangolare allungata, con un vestibolo che precede la cella). Non è da escludere la possibilità che il sacerdote fosse un personaggio che arrivava in uno dei due templi e poi tornasse nella sua fortezza nuragica. Ipotesi certo suggestiva, ma perché nel caso di Barumini il nuraghe era circondato dalle capanne? A Serra Orrios c’era un sacerdote meno umile di quello di Su Nuraxi? Ancora una volta, la civiltà nuragica ci costringe a mille domande, infiniti confronti e altrettanto infinite risposte. Tutte ipoteticamente giuste, nessuna oggettivamente esatta.
Allora proviamo a conoscere meglio questa gente, nella speranza di trovare ispirazione dal loro mondo, dalle loro case, dalle loro strade. Il villaggio di Serra Orrios è il posto ideale per vedere il grado di organizzazione delle genti nuragiche. L’abitato, che poteva avere probabilmente circa 300 abitanti, ci regala una struttura complessa, quasi “proturbana”, con stradine, piazzette e pozzi. Tutte le costruzioni sono realizzate con pietre basaltiche secondo la tecnica “a secco”.
Nel villaggio sono stati rinvenuti tanti reperti (esposti al Museo Archeologico di Dorgali), che documentano come gli abitanti si dedicassero prevalentemente all’allevamento e all’agricoltura. I pesi da telaio, fusaiole e rocchetti, dimostrano invece le pratiche di filatura e tessitura, mentre le matrici di fusione e le pinze da fonditore documentano la lavorazione dei metalli.
Al villaggio si accede da sud, superando un recinto murario di forma ellittica, che delimita un’area composta da un piccolo tempio a megaron. È probabile che questo tempietto servisse ad ospitare i forestieri. Distanziata dalle capanne, la struttura sacra ha una pianta rettangolare, con l’ingresso orientato a est-sud-est.
Vicino alle capanne, troviamo invece un altro recinto rettangolare irregolare, che racchiude il secondo tempietto a megaron, quello maggiore. Il tempio è accessibile da un’apertura architravata a sud-est, raggiungibile solo dopo aver superato un secondo ingresso.
L’abitato, a circa 3 metri dal secondo tempio, è costituito da capanne a struttura circolare. Tra le capanne circolari spicca una struttura distante dal villaggio, definita “capanna delle riunioni”, con ingresso a nord-est.
COME ARRIVARE: Da Olbia prendere la s.s. 131 d.c.n. in direzione Nuoro. Svoltare al bivio per Dorgali, percorsi altri 3 chilometri, si lascia l'auto in un parcheggio per coprire a piedi il sentiero di circa 600 metri che porta all'ingresso del sito.