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 | Cuore geografico del Nepente, una varietà del Cannonau, il paese è ammantato dai numerosissimi vigneti e conta circa 8.000 abitanti. Un numero di edifici religiosi contribuiscono ad aumentare il ricco patrimonio culturale: la chiesetta di Santa Croce, ritenuta la più antica di Oliena e l’ex parrocchiale di Santa Maria, edificata dai Pisani alla fine del Duecento. La chiesa di Sant’Ignazio di Loyola e l’annesso collegio dei Gesuiti ricordano l’insediamento dell’ordine religioso, che promosse la viticoltura e l’allevamento dei bachi da seta. I dintorni offrono spettacolari escursioni naturalistiche ed archeologiche che regalano stupendi panorami, in un territorio carsico di rilevante importanza come quello del Supramonte. |
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 | Le fonti carsiche di Su Gologone sono considerate le più scenografiche ed importanti dell’Isola. Da visitare anche la grotta di Corbeddu, famosa per i ripetuti e importanti ritrovamenti archeologici. La valle di Lanaittu presenta il notevolissimo complesso di grotte e cavità scavate dall’acqua, che ha creato capolavori ipogei conosciuti solo in parte. Particolarmente interessante è quanto avviene a Sa Oche (“la voce”): grotta collegata a quella di Su Bentu. In concomitanza di forti piogge, la cavità si riempie rapidamente e l’acqua fuoriesce in un impetuoso torrente. Da notare la presenza, in queste lande, del "ribes sardum": varietà vegetale unica al mondo, e di diversi, rari rapaci, fra cui gli astori. |
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 | Tra i tesori archeologici, spicca il complesso nuragico di Sa Sedda e Sos Carros e, soprattutto, il villaggio nuragico di Tiscali, ai confini con Dorgali.
Sant'Antonio Abate a Oliena
Pasqua a Oliena
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