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 | Il territorio di Torralba fu intensamente popolato sin dall’età nuragica, come testimonia l’imponente nuraghe di Santu Antine. Il paese medioevale aggregatosi attorno al monastero e alla chiesa di Santa Maria, appartenne al Regno giudicale di Torres. Merita una visita il museo archeologico ed etnografico di Torralba che valorizza il patrimonio archeologico del territorio, definito per la sua importanza 'valle dei nuraghi'. |
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 | Il nuraghe di Torralba è il più conosciuto ed anche il più monumentale dei nuraghi sardi. Il suo nome, Santu Antine, San Costantino, deriva dall’imperatore romano, principale fautore della cristianizzazione della Sardegna. Il nuraghe sorge in una vasta pianura, nella quale si stagliano i profili di altri numerosi nuraghi. La “reggia nuragica”, così viene anche definita per la sua imponenza, sorge al centro di un bastione triangolare, con tre torri minori agli angoli. La torre centrale ha un diametro di 15 metri e mezzo, doveva essere alta più di 20 (oggi è alta 17 metri e mezzo), ed è costruita con 28 file di grandi massi di basalto. Al suo interno, sorprende la simmetria e la razionalità con cui sono stati sfruttati gli spazi. Intorno alle grandi stanze centrali, che servivano come luoghi di riunione e di protezione, si svolgono dei corridoi, illuminati da feritoie, che salgono da un piano all’altro con un ritmo scandito con straordinaria precisione.
COME ARRIVARE |
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